Conoscere i chetoni

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Rubriche - Strumenti di Misurazione
Scritto da Redazione   

analisi dei chetoni

L’automonitoraggio della glicemia (SMBG) è una metodica diagnostica molto utilizzata sia dai pazienti che fanno uso di insulina che da quelli che non la usano. È grazie a questo tipo di controllo infatti, che un paziente diabetico è in grado di prevenire o individuare ed eventualmente trattare un’ipoglicemia e di fornire agli operatori sanitari informazioni su trattamenti farmacologici in atto o meramente su cambiamenti dello stile di vita.

Questa metodica è stata introdotta a partire dal 1980 ed è in continua evoluzione, (basti vedere appunto i primi strumenti in commercio, alcuni di essi simpaticamente conservati in qualche struttura ospedaliera) per accuratezza e per velocità di analisi. Non solo, alcuni strumenti da poco in commercio, sono in grado di eseguire sia i test della glicemia che della chetonemia e, sebbene il controllo glicemico rimanga un cardine di massima importanza per il trattamento e la cura del diabete, anche il controllo dei chetoni nel sangue costituisce specialmente per alcuni pazienti un test di massima importanza per permettere di adottare le misure preventive e/o terapeutiche opportune in caso di valori elevati.

La determinazione dei chetoni nel sangue è una metodica recente ed ha portato notevoli vantaggi al paziente utilizzatore come velocità di esecuzione, maggiore accuratezza e soprattutto facilità di prelievo. Basti pensare infatti che fino a non molto tempo fa, si ricorreva all’immersione delle striscette nell’urina e si attendeva il viraggio, il cambiamento del colore. Tale tecnica diagnostica era meramente di tipo qualitativo, poco sensibile, unicamente basata sulla personale interpretazione e non dava nessuna informazione sulla reale quantità.

Le raccomandazioni dell’American Diabetes Association indicano chiaramente che la determinazione del beta-idrossibutirrato nel sangue è fondamentale per la diagnosi e la gestione dell’iperchetonemia e della DKA ed è da preferire alla determinazione della chetonuria. Glucometri di nuova generazione disponibili sul mercato, come abbiamo precedentemente detto, sono in grado variando le strisce reattive, sia di determinare livelli di glucosio che del beta idrossi butirrato (principale chetone nel sangue).
In caso di alta glicemia (maggiore di 250 mg/dL), è lo stesso glucometro ad invitare tramite segnalazioni acustiche accompagnate da simboli specifici, di eseguire il test dei chetoni (la chetonemia è sempre associata all’iperglicemia).

gravidanzaSono evidenti quali possono essere i vantaggi nell’utilizzo di strumenti come questi, specialmente in alcune categorie di pazienti come bambini, persone con diabete instabile, donne in gravidanza e pazienti che usano il micro infusore, basti pensare che il 50% dei ricoveri ospedalieri per chetoacidosi diabetica può essere prevenuto migliorando il trattamento domiciliare e l’autogestione dell’iperglicemia.

Alla luce di queste evidenze scientifiche...

l’automonitoraggio della chetonemia è fondamentale nella prevenzione, nella diagnosi e nel trattamento della chetoacidosi sia in ambito ambulatoriale sia ospedaliero.

Ovviamente, come in tutte le nuove tecniche diagnostiche di automonitoraggio, si deve fare cultura, il personale sanitario deve educare il paziente ad una corretta interpretazione dei dati ed essere messo in condizione conseguentemente di saper autonomamente intervenire in modo appropriato ed opportuno.

 

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