Autocontrollo della glicemia: l'importanza dell'accuratezza del dato

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Rubriche - Strumenti di Misurazione
Scritto da Giovanni Sartore   

autocontrollo

Tenere sotto controllo i livelli di glicemia nell’arco dell’intera giornata rappresenta indubbiamente uno degli obbiettivi principali nel trattamento del diabete al fine di poter evitare eventuali complicanze. In questo senso è necessario che il paziente disponga di una forte consapevolezza riguardo la sua malattia e le conseguenze di una mancata cura. Deve cioè arrivare ad assumersi la responsabilità del suo stato di salute.

Capire perché sta male, come sta andando il controllo, conoscere le situazioni a rischio. Tutto ciò offre al paziente la possibilità di poter agire consapevolmente e appropriatamente sulla propria malattia, dandogli la capacità di essere libero e autonomo. Fino all’inizio degli anni ’80 non disponevamo di un valido mezzo per monitorare, con sufficiente rapidità e precisione, le oscillazioni della glicemia.
Il grande cambiamento, che ha rivoluzionato la gestione del diabete, è consistito nello sviluppo di tecniche pratiche e affidabili per la misura della glicemia da una piccolissima quantità di sangue, ottenuta mediante una lieve puntura del polpastrello. Grazie a questo avvento, molti bambini e adulti con diabete possono prevenire gli scompensi acuti e migliorare i risultati della terapia nel lungo periodo. Con i dispositivi portatili (glucometri), che leggono automaticamente, in modo rapido e semplice, i valori della glicemia, è possibile così praticare l’automonitoraggio, cioè la misurazione effettuata dovunque ci si trovi, a casa propria, come a scuola, sul lavoro, nella vita di tutti i giorni, in diversi momenti della giornata, in maniera del tutto autonoma. Per autocontrollo invece ci si riferisce all’interpretazione dei risultati e ai conseguenti interventi terapeutici volti a migliorarli. Interventi che le persone con diabete dovranno essere educate a effettuare, in collaborazione con l’equipe diabetologica (medico, infermiere, dietista). Comunemente il termine autocontrollo riassume entrambe le definizioni.


L’autocontrollo della glicemia deve essere considerato quindi un vero e proprio mezzo (alla stessa stregua di insulina, ipoglicemizzanti, dieta alimentare ed attività fisica) attraverso il quale aumentare le aspettative di vita del paziente. La semplicità d’uso e l’affidabilità degli strumenti per l’autocontrollo domiciliare della glicemia contribuiscono a rendere oggi il diabete gestibile in tutte le situazioni e dalla grande maggioranza dei pazienti.
In generale un glucometro è in grado di misurare la glicemia grazie ad un enzima presente sulla striscia utilizzata, che attiva una reazione chimica con il glucosio presente nel sangue. Il risultato di questa reazione viene letto dallo strumento e trasformato nel valore glicemico reale. Esiste la possibilità che la concentrazione di glucosio venga sovrastimata o sottostimata in conseguenza in primo luogo del tipo di enzima utilizzato per la misurazione. L’enzima infatti può non essere specifico soltanto per il glucosio e può interagire anche con substrati diversi. In secondo luogo va considerato il problema delle interferenze, quali sostanze presenti nel sangue in condizioni fisiopatologiche (per es. aumento della bilirubina o dell’acido urico), comunemente contenute in alimenti di largo impiego (per es. maltosio e galattosio), o in concomitanza di trattamenti del paziente con alcuni farmaci, anche di automedicazione (per es. il paracetamolo o l’acido ascorbico, in particolare l’abuso di vitamina C).
Altre interferenze che i glucometri possono subire sono rappresentate dalla presenza di anemia o dalla variazione della concentrazione dell’ossigeno (come può accadere durante il soggiorno in altitudine). Sugli aspetti appena descritti oggi la ricerca e l’evoluzione nel campo degli strumenti di automisurazione della glicemia stanno orientando la loro attenzione. In questo contesto va considerato che talune interferenze possono essere sconosciute anche al personale sanitario che ha in cura il paziente, ed è opportuno che vengano correttamente segnalate dalle ditte produttrici. La conoscenza delle possibili fonti di errore nella misurazione della glicemia di un glucometro, nonchè dello specifico sistema utilizzato, sono indicazioni importanti per fornire le corrette informazioni, sia ai pazienti che ai medici, al fine di scegliere il dispositivo più adatto alla particolare situazione.

Un adeguato programma di autocontrollo, consigliato dal medico e concordato con il paziente, è essenziale e strategico per adattare la cura ad ogni singolo paziente.


Per la scelta dello strumento, oggi disponiamo di tecnologie all’avanguardia sempre più a prova di errore, che permettono cioè di assicurare la massima accuratezza del dato glicemico, grazie anche al superamento di un’altra possibile grave fonte di errata lettura: la calibrazione preliminare del glucometro, che oggi non è più richiesta.
Facilità d’uso e dispositivi a prova di interferenze, sono quindi gli elementi prioritari per raggiungere il massimo dell’attendibilità e dell’accuratezza nella misurazione della glicemia.

codifica


La scelta dello strumento non deve pertanto essere casuale, ma stabilita sulla base della maneggevolezza e dell’affidabilità, in modo da limitare al massimo gli errori derivanti dall’uso improprio (come la manualità del paziente) o da situazioni interferenti (come l’assunzione di farmaci), che possono esporre il paziente a errate valutazioni, con possibili conseguenze sulla salute.
Un adeguato programma di autocontrollo, consigliato dal medico e concordato con il paziente, è essenziale e strategico per adattare la cura ad ogni singolo paziente. Le persone con diabete saranno così maggiormente motivate a vivere in modo salutare, per migliorare la qualità della vita. Potranno altresì comprendere come la terapia farmacologica, l’attività fisica e l’alimentazione influenzino i valori della glicemia e quali siano le porzioni e gli alimenti più adeguati, correggendo così lo stile di vita.
L’autocontrollo glicemico - come ben sottolineato dagli “Standard italiani per la cura del diabete mellito” - è un vero e proprio strumento terapeutico, indispensabile nella autogestione della malattia diabetica. A tal proposito è indubbiamente auspicabile una sua maggiore diffusione e valorizzazione.

 

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