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Più muscoli per combattere il diabete

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hulkAlcuni scienziati australiani hanno fatto una scoperta che potrebbe aiutare le terapie di sblocco per il diabete di tipo 2 e le malattie come la distrofia muscolare, patologie in cui i muscoli sono indeboliti e danneggiati. La dottoressa Lowenna Holt, Greg Cooney e il professor Roger Daly del Sydney Garvan Institute, nel tentativo di riuscire a scoprire come poter migliorare la risposta dei muscoli all'insulina, hanno identificato il gene che regola la massa muscolare.
La scoperta è che il gene Grb10 gioca un ruolo importante nella regolazione della dimensione dei muscoli durante lo sviluppo embrionale, in particolare aumentando il numero di fibre muscolari nel muscolo, cosa insolita, in quanto normalmente i muscoli diventano più grandi aumentando la dimensione di ogni singola fibra. Ne consegue quindi che un farmaco in grado di ridurre l'espressione del Grb10 potrebbe avere il potenziale per aumentare la massa muscolare, aumentando conseguentemente la capacità di spostare il glucosio dal sangue alle cellule, un obiettivo significativamente importante per la terapia del diabete.


Fonte: Garvan Institute

 

Hamburger e patatine fritte avvelenano il cervello

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hamburgerUna cattiva alimentazione oltre ad aumentare il rischio all'obesità ed a quello di poter contrarre il diabete di tipo 2, può portare anche ad una maggiore possibilità di sviluppare i sintomi dell'Alzheimer. I cibi ricchi di grassi aumentano infatti la pressione, aumentano il colesterolo e interrompono l'afflusso di sangue al cervello. Studi recenti concretizzano la teoria secondo la quale l'assunzione a dosi elevate di alimenti grassi e zuccherati danneggi il cervello interrompendo il suo approvvigionamento di insulina, la cui funzione fondamentale è quella di trasformare lo zucchero in energia e regolare le sostanze chimiche del cervello responsabili della memoria e dell'apprendimento, rafforzando le connessioni tra le cellule garantendo così un'adeguata ossigenazione attraverso i vasi sanguigni. è comunque ormai assodato quanto gli alimenti calorici siano noti per la loro capacità di alterare la risposta del nostro corpo all'insulina. Quindi, sottolinea l'autorevole New Scientist, si può affermare che "mangiando hamburger e patatine fritte avveleniamo il cervello."

Fonte: Daily Mail

 

Al via test clinico per staminali contro il diabete

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staminaliÈ previsto per il 2012 il primo test clinico negli Stati Uniti sull'uomo con cellule staminali embrionali per la cura del diabete". L'annuncio arriva da Camillo Ricordi, esperto mondiale nel trapianto di cellule pancreatiche e direttore del Diabetes Research Institute di Miami. La sperimentazione sarà coordinata dall'azienda statunitense Viacyte. Il via alla sperimentazione sull'uomo arriva dopo i risultati ottenuti su cavie animali, dove si è osservato che le staminali embrionali sono infatti riuscite a curare il diabete. L'obiettivo di arrivare ad una cura per il diabete attraverso anche il trapianto di staminali embrionali resta però una questione molto dibattuta. Secondo vari esperti, infatti, vanno considerati, oltre alle implicazioni morali per un tale utilizzo, anche i possibili rischi legati a insorgenza di tumori correlati a tali cellule. Lo stesso Ricordi esprime delle perplessità: "Ritengo più opportuno, in questo campo, l'utilizzo di cellule staminali adulte, con le quali stiamo facendo passi importanti, questo non per motivazioni di carattere etico, ma perché con il trapianto di staminali adulte, prelevate dal paziente stesso, si eliminerebbero gravi problemi di rigetto. Rischio che invece sussiste nell’utilizzo di cellule staminali embrionali”.

 

Il cibo ‘take away’ e le patologie cardio-metaboliche: esiste una relazione?

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cibo takeawayUno studio realizzato all’Università della Tasmania su 1900 persone ha dimostrato che esiste correlazione fra l’abitudine al “take away” e patologie cardio-metaboliche. Oltre a confermare l’esistenza di una forte relazione fra il consumo di cibi da asporto e lo sviluppo di adiposità si evidenzia soprattutto come le cattive abitudini alimentari aumentino il rischio di patologie come il diabete. Dai test sanguigni risulta inoltre che nelle donne si riscontrino livelli di glicemia più elevati che negli uomini.

Fonte: European Journal of Clinical Nutrition

 

Quanto costa il diabete in Italia?

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costidiabCirca 9,22 miliardi di euro all’anno, più o meno 1 milione di euro all’ora, 2.600 euro all’anno per ogni cittadino con il diabete. Questo clamoroso dato è contenuto nel Rapporto “Diabete fatti e cifre in Italia” presentato nel mese di aprile di quest’anno. Ben il 93% delle spese è costituito dal ricovero ospedaliero, dalle cure ambulatoriali e da tutti quei trattamenti necessari legati alle complicanze del diabete: cardiopatie, neuropatia, retinopatia, nefropatia… Solo il 7% è rappresentato dai farmaci antidiabetici (circa … milioni di euro). Oggi 5 italiani su 100 soffrono di diabete e si stima che il numero di persone colpite dalla malattia nel mondo crescerà dai 171 milioni del 2000 ai 366 milioni nel 2030.

Fonte: Comunicato Stampa - HealthCom Consulting Srl - Roma, 12 aprile 2011

 

Dal mandarino una nuova speranza contro il diabete.

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mandarino arcUna recente ricerca della University of Western Ontario ha scoperto una sostanza nei mandarini che non solo previene l'obesità, ma offre anche protezione contro il diabete di tipo 2 e l'aterosclerosi, responsabile della maggior parte degli attacchi cardiaci e ictus. Murray Huff e Erin Mulvihill hanno studiato gli effetti di un flavonoide chiamato nobiletina, presente sulla buccia dei mandarini. Due anni fa, i medesimi rcercatori hanno attirato l'attenzione internazionale scoprendo un flavonoide chiamato naringenina presente nel pompelmo che offre protezione analoga contro l'obesità e altri segni di sindrome metabolica. Pare che la nobiletina sia ben 10 volte più efficace nei suoi effetti protettivi della naringenina. La ricerca per il momento è stata realizzata sui topi e questi ultimi, nutriti con una dieta ad alto contenuto di grassi e zuccheri semplici ma con l’aggiunta di nobiletina, non hanno subito incrementi del livello di colesterolo, trigliceridi, insulina o di glucosio, ed hanno aumentato il loro peso normalmente, diventando sorprendentemente molto più sensibili agli effetti dell'insulina.


Tratto da AscaRoma, 7 apr - Fonte: Diabetes April 6, 2011

 

Italia e Diabete: il risparmio è davvero "virtuoso"?

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economiaDa una recentissima ricerca della London School of Economics, in cui sono stati messi a confronto i 5 principali Paesi europei (Francia, Germania, Spagna, Italia e Regno Unito), risulta che il nostro Paese investe solo il 5,61% della spesa sanitaria complessiva per la cura e la gestione del diabete. La Germania spende circa il triplo (16,7% del budget sanitario) e gli inglesi circa il doppio (12,1%). Francia e Spagna, pur essendo meno "virtuose" del nostro Paese, sono in linea con il livello di spesa italiana con rispettivamente il 5,9% ed il 5,7%. L'Italia, uguagliata dalla Spagna, spende meno anche in rapporto al PIL: lo 0,38% contro l'1% della Germania, lo 0,67% del Regno Unito e lo 0,38% della Francia.
Questo studio, sebbene da un lato evidenzi la differenza sostanziale di investimenti nella cura del diabete, definisce comunque positivamente le prestazioni offerte dal nostro Paese grazie alla distribuzione omogenea ed integrata di centri specialistici su tutto il territorio nazionale, non da ultimi quelli di diabetologia pediatrica, organizzati in team multidisciplinari volti al trattamento e gestione della patologia sotto più aspetti correlati.
Un'ennesima testimonianza di quanto sia importante ed efficace investire sulla prevenzione e sulla gestione della patologia tanto più se si mettono in confronto i costi di un diabete ben gestito rispetto alla cura ed al trattamento delle sue complicanze e le relative ospedalizzazioni.

Fonte: Burden of Disease, Cost and Management of Diabetes in EU5 - London School of Economics 

 

Dormire poco fa ingrassare

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dormirDopo una notte insonne il nostro cervello pare essere maggiormente reattivo agli stimoli della fame. È quello che hanno scoperto dei ricercatori dell'Università di Uppsala (Svezia) dopo aver sottoposto a Risonanza Magnetica per immagini un gruppo di soggetti privati del sonno e un gruppo di controllo regolarmente riposato a cui venivano presentate immagini di cibi. Dalle Risonanze Magnetiche sono emersi maggiori ed elevati livelli di attivazione in una regione specifica del cervello che contribuisce alla sensazione di appetito nei soggetti privati del sonno.
Stili di vita poveri di sonno possono quindi influenzare il rischio di diventare delle persone in sovrappeso nel lungo periodo.

I risultati sono pubblicati nel Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism. 

 
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