I tipi di insulina nel trattamento del diabete

PDF Stampa E-mail
(0 voti, media 0 di 5)
Rubriche - Focus
Scritto da Caterina Conte   

insulina-tipi

L’insulina è un ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas. L’insulina ha il principale compito di far entrare nelle cellule il glucosio (zucchero) che “arriva” dai pasti che consumiamo. In questo modo, le cellule possono utilizzarlo per produrre energia o metterlo da parte per quando sarà necessario.

Quale insulina utilizzare (lenta, rapida, ultrarapida…) e quali dosaggi

Nelle persone con diabete di tipo 1 il pancreas non è più in grado di produrre insulina, perciò è necessario somministrarla dall’esterno. Le persone con diabete di tipo 2 invece producono insulina, ma le cellule del loro corpo sono poco sensibili all’effetto di questo ormone, e devono quindi prendere medicine (quasi tutte per bocca) che ne aumentino la produzione oppure gli effetti. Con il tempo, il pancreas di alcune persone con diabete di tipo 2 perde la capacità di produrre insulina (soprattutto se non hanno tenuto il diabete sotto controllo) e devono necessariamente iniziare l’insulina dall’esterno.

L’insulina non può essere assunta per bocca, perché verrebbe digerita durante il passaggio nell’intestino. Deve quindi essere iniettata sottocute per raggiungere la circolazione del sangue.

I tipi di insulina

I diversi tipi di insulina vengono classificati in base a quanto tempo impiegano ad agire, in quanto tempo raggiungono il massimo effetto (picco), e a quanto tempo dura la loro azione:

analoghi a breve durata d’azione o insuline ultrarapide (lispro, aspart, glulisine): iniziano ad agire circa 10-15 minuti dopo l’iniezione, raggiungono il picco in circa un’ora e l’azione dura per 2-4 ore; devono essere iniettate poco prima, ma anche durante o subito dopo i pasti. Sono molto simili fra loro, ma non identiche.

insulina umana regolare (insulina rapida): inizia ad agire entro 30 minuti dall’iniezione, raggiunge il picco 2-3 ore dopo e “funziona” per circa 3-6 ore. Dovrebbe essere iniettate 30 minuti prima dei pasti. Ormai quasi in disuso.

insulina isofano (anche denominata NPH): inizia ad agire 2-4 dopo l’iniezione e raggiunge il picco dopo 4-12 ore. Ha una durata intermedia, è efficace per 12-18 ore. Per la presenza di un picco di azione “indesiderato” è ormai caduta in disuso.

insulina lispro protamina, simile alla NPH, dove però l’insulina umana è stata sostituita con l’analogo lispro.

analoghi a lunga durata d’azione (glargine e detemir, altre sono in arrivo): iniziano a funzionare ore dopo l’iniezione e hanno un’azione omogenea, senza picchi, perché una volta iniettate hanno un effetto lento e costante; l’azione dura (a seconda del tipo) da 12 fino a 24 ore; sono utilizzate una o due volte al giorno, e consentono di mantenere l’insulina nel sangue (insulinemia) a un livello abbastanza costante. Queste insuline fanno sempre parte della terapia delle persone con tipo 1, e generalmente rappresentano il primo tipo di insulina che viene prescritto alle persone con diabete di tipo 2. Nel caso di un’unica somministrazione giornaliera, la somministrazione si fa di solito alla sera (non ci sono regole precise sull’orario, a patto che sia lo stesso ogni giorno).

insuline premiscelate (bifasiche): sono costituite da un mix di insulina rapida o ultrarapida e insulina a durata d’azione intermedia (isofano), in diverse proporzioni.

L'insulina nel diabete di tipo 1

I regimi che prevedono l’insulina sono diversi, e generalmente devono essere “personalizzati” in base alle caratteristiche del singolo individuo. Le persone con diabete di tipo 1 hanno bisogno di un’insulina basale (analogo a lunga durata d’azione) che mantenga il livello minimo di insulina necessario per evitare che la glicemia salga (anche a digiuno) ed evitare la chetosi, e di insulina che agisca rapidamente (analoghi a breve durata d’azione) quando si consuma un pasto. Le combinazioni possibili sono molte, e a volte è necessario fare dei tentativi prima di trovare quella giusta. Molto dipende da come il corpo “reagisce” all’insulina: non esiste un tipo “buono per tutti”. Molti si trovano bene con analoghi a lunga durata d’azione che si somministrano una volta al giorno, coma l’insulina glargine; tuttavia, per alcune persone questa non sarà sufficiente a coprire le 24 ore, e si opterà per un’insulina basale che si possa somministrare due volte al giorno. Per quanto riguarda i pasti, anche in questo caso dipende molto dall’individuo: per quasi tutte le persone vanno bene le insuline ad azione ultrarapida, mentre per altri gli analoghi a breve durata d’azione sono troppo “veloci” e non bastano a tenere sotto controllo la glicemia fino al pasto successivo; in questi casi sarà necessaria un’insulina che agisca un po’ più lentamente, come la regolare. Chiaramente, la dose di insulina dipende da molti fattori; fra questi l’efficacia dell’insulina nel singolo individuo, i valori delle glicemie di partenza e la quantità e qualità degli alimenti che costituiscono il pasto (counting). Inoltre, è bene tenere presente che l’insorgenza e la durata d’azione dell’insulina possono variare a seconda della zona in cui la si inietta (che va variata spesso), del flusso sanguigno, della temperatura, ecc. Per decidere la dose dei boli da iniettare ai pasti è utile il counting dei carboidrati, che serve a stabilire quanti grammi di carboidrati vengono metabolizzati con un’unità di insulina; il rapporto carboidrati/insulina varia da persona a persona, normalmente con un’unità si “bruciano” 8-15 grammi di glucosio; se ad esempio il rapporto carboidrati/insulina è 15 e a pranzo si mangia un piatto di gnocchi al pomodoro (150 gr), che contengono circa 45 grammi di carboidrati, si dovranno iniettare 3 unità di insulina (45/15=3). Il counting dei carboidrati, specie all’inizio, richiede pazienza e precisione; col tempo però si impara a regolarsi “a occhio”, e si guadagna in flessibilità. L’alternativa è utilizzare sempre la stessa dose di insulina ai pasti, ma si dovranno consumare quantità fisse di carboidrati. Quando si usa la terapia con insulina è necessario misurare frequentemente la glicemia (prima e due ore dopo i pasti) con un glucometro, in modo da aggiustare la dose nel caso in cui la glicemia sia più bassa o più alta del solito. Infine, alcune persone con diabete di tipo 1 usano il microinfusore, un dispositivo portatile di piccole dimensioni che rilascia insulina ad azione rapida 24 ore su 24 attraverso un tubicino sottile e un'agocannula inserita sottocute. Le unità da somministrare ai pasti si determinano sempre in base ai carboidrati che vengono assunti con il cibo.

L'insulina nel diabete di tipo 2

Le persone con diabete di tipo 2 che usano l’insulina iniziano in genere con una somministrazione al giorno di un analogo dell’insulina a lenta durata di azione, e solo dopo aver provato altri farmaci. A volte tuttavia è necessario iniziare l’insulina (anche quella rapida) al momento della diagnosi, o somministrarla solo in particolari periodi (ad esempio durante un ricovero, anche per cause diverse dal diabete). Questo avviene quando il diabete è “scompensato”, cioè i valori di glicemia sono estremamente alti e vanno ridotti in tempi brevi. Non è detto che, una volta rientrata l’”emergenza”, una persona con diabete di tipo 2 non possa abbandonare l’insulina e tornare ai farmaci per bocca. Se, invece, è necessario continuare con l’insulina, le regole sono simili a quelle per le persone con il tipo 1: sapere quanti carboidrati si consumano, controllare la glicemia con il glucometro per aggiustare la dose da iniettare, variare spesso il sito di iniezione. Alla prima prescrizione il vostro diabetologo, o un altro membro del suo team, mostrerà come usare l’insulina, e nel tempo aiuterà a stabilire quale tipo e quale dosaggio siano più adatti.

 

app

GLUNews su Play Store  app store badge

banner-laterale

Trova il CAD più vicino

Mappa dell'Italia Puglia Molise Campania Abruzzo Marche Lazio Umbria Basilicata Toscana Emilia Romagna Calabria

La Community di GLUNews

Scopri tutti i vantaggi di far parte della community di GLUNews. Clicca qui

cucina banner

Con il patrocinio di

AID banner

Con il contributo informativo di

logo ANSA