La prevenzione del diabete

PDF Stampa E-mail
(0 voti, media 0 di 5)
Rubriche - Focus
Scritto da Andrea Giaccari   

Nel Focus del precedente numero, come molti di voi spero ricorderanno, si lanciava, attraverso la Giornata Mondiale del Diabete 2008, un messaggio forte: “Prevenire il diabete è possibile!”. Cerchiamo ora di capire in maniera il più semplice possibile, ma anche efficace, come è possibile prevenire il diabete.
È vero che molti, se non tutti voi che ci state leggendo, il diabete lo hanno già e quindi si potranno chiedere a cosa serva parlare di prevenzione di qualcosa che c’è già.
È ormai noto a tutti che avere in famiglia qualcuno che soffre di diabete è uno dei più importanti fattori di rischio e, insieme con l’età, è anche l’unico non modificabile; un buon motivo, dunque, per leggere quanto segue è appunto quello di imparare a diventare voi stessi strumento di prevenzione per i vostri cari che il diabete ancora non lo hanno ma sono comunque soggetti ad alto rischio di svilupparlo.


Fermo restando il concetto che, al momento, prevenire il diabete mellito di tipo 1 (quello giovanile) non è possibile, le persone “a rischio” di sviluppare il diabete mellito di tipo 2 possono ridurre drasticamente questo rischio e in maniera molto semplice. Stile di vita inadeguato e peso corporeo elevato rappresentano rischi precisi ed è pertanto su di essi che si devono concentrare gli sforzi di prevenzione che si possono mettere in atto giorno per giorno.
Molte delle cose che leggerete vi potranno sembrare scontate e ripetitive, anche perché ormai questa malattia e le strategie per prevenirla sono diventate argomento di vasto interesse, trattandosi di un problema importantissimo di salute, con una prevalenza che sta aumentando in maniera esponenziale, ma anche perché, in fondo, sono in grado di prevenire numerose altre malattie, incluso il cancro. L’incidenza del diabete non sta aumentando solo nel mondo occidentale, ma anche e soprattutto tra quelle popolazioni che, subendo l’influsso dei paesi più ricchi, ne stanno assorbendo anche le cattive abitudini alimentari e di stile di vita.


I soggetti obesi presentano un rischi di circa 10 volte superiore di sviluppare il diabete rispetto alle persone normopeso

Questo rende l’idea di come la genetica sia importante, ma altrettanto peso lo ha il modo in cui noi conduciamo la nostra vita.
D’altra parte, se ripensate alla vita che avete fatto voi in età giovanile, magari durante o intorno al periodo bellico, ritenete sia comparabile a quella che, per fortuna, siete riusciti a far vivere ai vostri cari?
Di certo non vi portavano a scuola in auto, a casa non c’era l’ascensore, i pomeriggi in bici erano certo più comuni di quelli trascorsi ora alla play-station o alla TV.
Insomma, forse perché costretti, in gioventù avete probabilmente condotto comunque uno stile di vita con più movimento ed una dieta meno abbondante. Ora non è più così, ed è per questo (sedentarietà ed obesità) che aumentano a dismisura i casi di diabete.
I fattori di rischio più importanti per lo sviluppo del diabete mellito di tipo 2 sono l’obesità e la sedentarietà (la seconda in buona parte causa della prima).
I soggetti obesi presentano un rischio di circa 10 volte superiore di sviluppare il diabete rispetto alle persone normopeso e in questi stessi soggetti anche una modesta perdita di peso, è in grado di ridurre notevolmente il rischio di sviluppare tale patologia.
Attenzione inoltre al tipo di obesità, infatti il grasso più “pericoloso” è quello che si deposita a livello addominale (sulla pancia), perché è quello responsabile dell’insulino-resistenza (meccanismo principale alla base del diabete di tipo 2) ed è quello che si è visto essere associato in maniera diretta con le malattie cardiovascolari.

Due sono le regole d’oro per poter affrontare il problema obesità e quindi combattere il diabete: la dieta e l’esercizio fisico


Tali strategie si sono dimostrate essere addirittura più efficaci dei farmaci, che comunque rimangono un terzo strumento importante di prevenzione.
La dieta che bisogna seguire è semplicemente una dieta sana, che si fonda principalmente su semplici regole di buon senso.
Inoltre quello che è importante non è solo la quantità di calorie che si introducono con la dieta, ma anche la composizione della dieta stessa.
Basterebbe seguire poche facili regole alimentari, come evitare gli zuccheri semplici preferendo alimenti che contengono carboidrati complessi (per esempio pane, pasta ecc), senza tuttavia eccedere anche in questi; evitare cibi troppo elaborati preparati con condimenti grassi e preferire invece piatti semplici; aumentare la quota in fibre (frutta e verdura).
La seconda modalità di combattere il diabete (anche indirettamente con il calo di peso corporeo) è l’attività fisica. Lo stile di vita contemporaneo, centrato sul comfort e sulla vita sedentaria, finisce per ridurre al minimo le possibilità di movimento.
L’attività fisica può rappresentare il cardine della prevenzione del diabete soprattutto se svolta in maniera costante e con le giuste modalità.
Non è necessario diventare dei maratoneti, basterebbe dedicare pochi minuti tutti i giorni ad un tipo di attività fisica aerobica (detto semplicemente: che non faccia venire il fiatone) che può essere anche la sola camminata a passo sostenuto o la ciclette, per raggiungere gli obiettivi metabolici giusti ed in particolare la perdita di peso e la modifica della composizione corporea. L’attività fisica aerobica costante è un ottimo metodo per combattere l’insulino-resistenza perché rende l’organismo maggiormente sensibile all’azione dell’insulina.
L’obiettivo da raggiungere non è tanto l’allenamento quanto l’educazione ad una vita più attiva. La prevenzione del diabete passa quindi inevitabilmente attraverso l’informazione e l’educazione di tutta la popolazione, non solo di quella a rischio, tuttavia i soggetti a rischio di sviluppare il diabete hanno un motivo in più per informarsi e per trattarsi bene. A questo punto cerchiamo di capire chi è a rischio di sviluppare il diabete. Chi di voi è stato in uno dei presidi diabetologici allestiti durante le Giornate mondiali del Diabete, ha potuto notare che ai soggetti che si sottoponevano allo screening venivano formulate alcune domande e le risposte venivano poi appuntate su una scheda che poi forniva un risultato numerico (la stessa che trovate qui di fianco).
Questo risultato numerico ci fornisce la percentuale di rischio di sviluppare il diabete nei prossimi 10 anni.
Tutti coloro che hanno più di 45 anni, o che soffrono di pressione alta o che hanno i trigliceridi nel sangue aumentati, le donne che hanno avuto il diabete in gravidanza o hanno partorito figli che pesavano più di 4 chili, chi ha in famiglia persone col diabete, chi è in sovrappeso o obeso, chi fa poca attività fisica ed è poco attento alla propria alimentazione è ad alto rischio di sviluppare il diabete e pertanto deve controllarsi. Probabilmente fra i vostri cari c’è qualcuno che ha una o più di queste caratteristiche, ed è a rischio di diabete.
Sottoponete quindi i vostri familiari a questo piccolo test e scoprite qual è il loro rischio. Poi, prevenite insieme il loro diabete. Anche perché la loro terapia di prevenzione è esattamente il cambiamento di stile di vita che dovreste cercare di fare voi, per voi stessi, ed ora per tutti.

 

Articoli Correlati

app

GLUNews su Play Store  app store badge

banner-laterale

Trova il CAD più vicino

Mappa dell'Italia Puglia Molise Campania Abruzzo Marche Lazio Umbria Basilicata Toscana Emilia Romagna Calabria

La Community di GLUNews

Scopri tutti i vantaggi di far parte della community di GLUNews. Clicca qui

cucina banner

Con il patrocinio di

AID banner

Con il contributo informativo di

logo ANSA