Nuova scoperta verso la cura del diabete di tipo 1: “colte in flagrante” le cellule immunitarie ribelli che bloccano la produzione di insulina.

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Rubriche - Attualità
Scritto da Redazione GLUNews   

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Scienziati australiani hanno potuto cogliere per la prima volta “in flagrante” le cellule immunitarie ribelli che nel diabete di tipo 1, o giovanile, attaccano e distruggono le molecole che producono insulina. Un risultato che avvicina la formulazione di una cura per una malattia di cui non si conosce l'esatta causa.

"E' come cogliere le cellule immunitarie disubbidienti sulla scena del reato", spiega l'immunologo Stuart Mannering, la cui ricerca è pubblicata sulla rivista Diabetes. "Se uccidere le cellule che producono insulina è il reato, abbiamo potuto esaminare quali cellule immunitarie erano sulla scena del reato e cosa facevano", aggiunge.


Il diabete di tipo 1 insorge quando le cellule immunitarie dell'organismo erroneamente distruggono le cellule del pancreas che producono l'insulina, necessaria per regolare i livelli di zucchero nel sangue. I pazienti devono allora somministrarsi iniezioni di insulina e monitorare con attenzione i livelli di zucchero nel sangue. Il diabete di tipo 1 differisce dal tipo 2, che ha fattori di rischio ben stabiliti - come essere in sovrappeso o obesi, cattiva dieta ed esercizio insufficiente - ed è la malattia cronica di più rapida diffusione nel mondo. 

Non era finora noto quali componenti delle cellule insulari produttrici di insulina vengono colpite dalle cellule immunitarie, e la scoperta consentirà di manipolare il sistema immunitario nella ricerca di una cura. La ricerca, descritta nella rivista Diabetes, è stata resa possibile dalla donazione di un pancreas di un 19/enne australiano morto per complicazioni della malattia sei anni fa - un'opportunità rarissima, spiega Mannering. I ricercatori hanno potuto così isolare le cellule insulari e le hanno poste in una coltura con fattori di crescita. Circa una settimana dopo, erano presenti cellule insulari e cellule immunitarie dette cellule-T.


"Alcune delle cellule insulari avevano un alone di cellule immunitarie che le circondavano e le attaccavano", scrive Mannering. Osservando al microscopio l'interazione fra i due tipi di cellule, gli scienziati hanno anche stabilito che le cellule immunitarie miravano a una parte specifica delle cellule insulari, chiamata C-peptide. "Ora che conosciamo cosa riconoscono e cosa colpiscono, possiamo provare a fermare tale processo. Stabilire il ruolo svolto dal C-peptide è importante per formulare nuovi farmaci che trattino la malattia", aggiunge.
"Vi sono sperimentazioni cliniche in corso attorno al mondo per cercare di fermare il processo immunitario che distrugge le cellule produttrici di insulina", osserva ancora lo studioso, "Questa ricerca potrà dare una direzione più definita a tali sforzi, mirando a una parte specifica della molecola di insulina". (ANSA)

 

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