Il gelato: un divieto o una piacevole alternativa?

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Rubriche - Alimentazione
Scritto da Annamaria Prioletta   

Qual è il rapporto del diabetico con il gelato? Fino a poco tempo fa vi era un rigoroso divieto, oggi è considerato da tutti un alimento, non più una semplice golosità, e anche gli stessi diabetologi iniziano a prenderlo in considerazione positivamente, a condizione che il suo apporto nutrizionale venga considerato come parte della dieta complessiva. L’attenzione oggi non è più rivolta unicamente alla limitazione degli alimenti “pericolosi”, ma ad un corretto equilibrio dietetico.


Il gelato non è un tabù o un desiderio proibito, ma un premio, che presuppone un traguardo da raggiungere, non senza impegno e, a volte, con veri e propri sacrifici. Si sa, il diabete non permette molte eccezioni e i gelati cosiddetti “per diabetici” (che iniziano a comparire nelle gelaterie artigianali ed in alcune pasticcerie) a volte fanno schizzare la glicemia alle stelle e spesso sono decisamente meno gustosi. Il gelato vero non è però un sogno proibito, e soprattutto in prossimità dell’estate può rivelarsi, anche per chi litiga quotidianamente coi propri valori glicemici, una piacevole alternativa al pasto principale, o, se si è insulino dipendenti possiamo permetterci due o tre palline in sostituzione della frutta a fine pasto (la cosa importante in questo caso è che non venga consumato lontano dai pasti, sia perché è ancora presente la copertura dell’insulina, sia perchè lo zucchero contenuto nel gelato si mescola con altri alimenti e quindi viene assorbito più lentamente). Come tutti gli alimenti, anche il gelato deve essere conosciuto dal punto di vista della composizione, in modo da poterlo conteggiare nel corretto bilanciamento della giornata alimentare e del corrispondente esercizio fisico. Gli ingredienti “pericolosi” del gelato sono, oltre allo zucchero aggiunto, la crema di latte e i grassi vegetali. è comunque un alimento con elevati valori energetici, quindi sarebbe opportuno mangiarlo prima di una sana attività fisica (una corsa leggera, una partita a calcetto o a beach volley...).

Ecco i nostri consigli:

  • innanzitutto concordate questa gustosa “trasgressione” col vostro medico di riferimento, il quale provvederà ad adattarlo alla vostra dieta
  • successivamente scegliete la gelateria artigianale che più vi ispira
  • preferibilmente scegliete dei gusti alla frutta, che contengono meno grassi e calorie rispetto ai gusti alla crema
  • scegliete il giorno “ideale”: magari una domenica soleggiata, e gustatevelo molto lentamente (evitando però che vi si sciolga in mano)
  • dopo il piacere, prevedete almeno una lunga passeggiata. Attenzione però, la prudenza non è mai troppa: portate sempre con voi il vostro strumento di misurazione della glicemia per tenere tutto sotto controllo e segnalare le reazioni al vostro medico

Non fatevi trarre in inganno!
I ghiaccioli possono essere più pericolosi di un gelato perché contengono elevate percentuali di zucchero e aromatizzanti ma scarsissime doti nutritive, il che significa: glicemia alle stelle e assenza del senso di sazietà.
Un piacevole diversivo può essere la preparazione in casa di granite, dove in sostituzione dello zucchero potrete usare del dolcificante.

Il cono: un piacevole imprevisto
Il cono gelato nacque nel 1904 alla Fiera di St. Louis, quando un gelataio, terminati i contenitori in cui serviva i suoi gelati, provò ad utilizzare dei wafer venduti dal banchetto a fianco al suo: il successo dura ancora oggi!
N.B.: il cono è sì un bel piacere, ma la cialda è ricca di zucchero, quindi, meglio una bella coppetta, magari colorata!

 

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